Caravaggio a Napoli: i 3 capolavori da vedere

Personaggio dal grande talento, ma dalla indole litigiosa, Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come Caravaggio, visse a Napoli due volte, lasciando 3 capolavori

Vi giunse nel 1606 quando fuggì da Roma dove, durante una partita di pallacorta, assassinò il suo rivale e vi rimase per un anno vivendo nei Quartieri Spagnoli. Tornò successivamente nel 1609,  restando fino al 1610. A Napoli realizzò l’ultima opera conosciuta, il “Martirio di Sant’Orsola”. Poco dopo, a soli 39 anni, morì a Porto Ercole, mentre vagava delirante sulla spiaggia, in preda alla febbre e alla disperazione.

Oggi Napoli ospita tre dei suoi capolavori: guardandoli non si può non affascinati e rapiti da immagini che possiedono una così straordinaria vividezza. Lontana dalla sublimazione del sacro a cui i suoi contemporanei erano abituati, la pittura di Caravaggio sconvolse committenti, pubblico, critici e colleghi con immagini di un realismo tale da non lasciare dubbi circa “l’umanità” delle sue figure. Le scene dipinte da Caravaggio portano il divino nel mondo degli umani, dove non esiste la perfezione, ma passione, dolore e morti vere.

Le 3 straordinarie opere di Caravaggio a Napoli

 

Sette Opere di Misericordia

La bellissima tela fu realizzata nel 1606, quando Caravaggio soggiornò la prima volta a Napoli nei quartieri spagnoli. L’opera sembra, infatti, ambientata in un vicolo semibuio, dove la tragica umanità che si osserva in quei luoghi diventa protagonista del dipinto. I suoi modelli sono proprio le persone che abitavano la porta accanto. La tela fu commissionata dalla Congregazione del Pio Monte della Misericordia, tramite la famiglia Cafara, che aiutò Caravaggio nella sua continua fuga. La scena è caratterizzata da un forte chiaroscuro che mette in risalto la luce divina come rappresentazione della misericordia, da un forte naturalismo ed estrema espressività. Secondo il Vangelo di Matteo, sette sarebbero il numero di richieste fatte da Gesù per ottenere il perdono dei peccati ed accedere al Paradiso. Nel quadro, infatti, sono tutte rappresentate.

La tela “Sette Opere di Misericordia” si trova al Pio Monte della Misericordia, Via dei Tribunali, 243.
La Quadreria è aperta dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 18:00 e la domenica dalle 9:00 alle 14:30. Il costo del biglietto si ingresso è di 7€.

 

La Flagellazione di Cristo

Anche quest’opera risale al primo viaggio di Caravaggio a Napoli, al 1607. È un olio su tela di dimensioni monumentali, destinato in origine alla chiesa di San Domenico Maggiore e commissionato da Tommaso De Franchis, membro di un’importante famiglia di magistrati. Simbolo della misericordia cristiana e della forza del perdono, la rappresentazione iconografica è quella classica, con il Cristo legato alla colonna e i tre torturatori attorno a lui. Una novità è che in questo caso Gesù indossa già la corona di spine che, invece, secondo la tradizione gli fu imposta solo dopo la flagellazione. L’immagine coglie l’attimo che precede il culmine del dramma, quando il corpo di Cristo cede stanco alla forza bruta dei due assassini che lo stanno legando. Il corpo di Cristo è bellissimo, perfetto, tornito dalla luce e in torsione, il volto, invece, è rassegnato, dolente e malinconico. La luce è concentrata sulla figura del Cristo come se uscisse dal suo corpo, mentre i suoi aguzzini emergono da un’ombra densa e scura.

La tela “La Flagellazione di Cristo” si trova al Museo di Capodimonte, via Miano, 2.
Il museo è aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 19:30, è chiuso il mercoledì. Il costo del biglietto di ingresso è di 8 €.

 

Il Martirio di Sant’Orsola

Ultima opera di Caravaggio, dipinta nel 1610, fu commissionata dal banchiere genovese Marcantonio Doria, la cui famiglia aveva per protettrice proprio Sant’Orsola, e fu eseguito dall’artista in poco tempo, perché in procinto di fuggire da Napoli. Il dipinto, che oggi si trova a Palazzo Zevallos, mette in scena il momento esatto in cui Attila, re degli Unni, trafigge il cuore della santa martire con una freccia. Il colore livido della pelle di lei ne anticipa la morte, ma la sua espressione è rassegnata, quasi distaccata, come se fosse già al di sopra dei drammi terreni. Importante particolare è un autoritratto del Caravaggio, che ha dato il suo volto ad un barbaro che accorre in aiuto della donna. L’espressione sconvolta del suo viso esprime partecipazione per la tragedia che si sta consumando. In quest’opera l’artista sembra aver lasciato più spazio agli scuri che aggiungono drammaticità alla scena.

La tela “Il Martirio di Sant’Orsola” si trova a Palazzo Zevallos, via Toledo, 185.
È aperto dal martedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 18:00 e nel week end dalle ore 10:00 alle 20:00. Il costo del biglietto di ingresso è di 5€.

 

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